Oggi è Sant’ Antonio Abate

Sant’ Antonio Abate


Nome: Sant’ Antonio
Titolo: Abate
Nascita: 12 gennaio 251, Eraclea (Egitto Superiore)
Morte: 17 gennaio 356, Tebaide (Alto Egitto)
Ricorrenza: 17 gennaio
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Memoria liturgica
Luogo reliquie:Chiesa di San Trofimo

Antonio nacque presso Eraclea (Egitto Superiore) nel 251 da nobili genitori, ricchi e timorati di Dio, i quali si presero grande cura di educarlo cristianamente. A soli diciotto anni li perdette, rimanendo egli custode di una piccola sorella e possessore di considerevoli ricchezze.

Ma la voce di Dio non tardò a farglisi sentire, era orfano da appena sei mesi, quando in chiesa sentì leggere le parole di Gesù: « Se vuoi essere perfetto, vendi quanto hai, e dallo ai poveri, così avrai un tesoro nel cielo, poi vieni e seguimi ».

 

 

Antonio le prese come dette a se medesimo: andò a casa, distribuì le sue sostanze ai poveri, riservandosene solamente una piccola porzione pel mantenimento suo e della sorella. Poco dopo avendo udito le altre parole di Gesù: « Non vi prendete fastidio del domani », diede ai poveri anche il rimanente, pose la sorella in un monastero di vergini, e lui stesso si ritirò a fare vita penitente nel deserto.

Quivi si sforzava di praticare le virtù che vedeva praticate da altri santi penitenti, nelle cui cellette spesso si recava per imparare da essi la via della perfezione. Lavorava inoltre per procacciarsi il cibo, e tutto ciò che guadagnava in più lo donava ai poveri. Ma il demonio non poteva sopportare in un tal giovane tanto ardore di perfezione, e cercò tutte le maniere possibili per distoglierlo dal suo intento; ma Antonio si raccomandava caldamente notte e giorno a Gesù, e accompagnava le preghiere con rigorosissime penitenze. Mangiava pochissimo e poverissimamente una volta sola al giorno, dormiva sulla nuda terra, e macerava in ogni modo il suo corpo: ottenne così completa vittoria sul demonio. Dopo un po’ di tempo, pregato un amico che ogni settimana gli portasse qualcosa per cibarsi, si volle appartare maggiormente; si inoltrò nel deserto, si pose in una grotta. Quivi il demonio ricominciò a tendergli le sue insidie, ed una volta venne e lo percosse tanto, che egli fu vicino a morirne; ma benché giacesse per terra sfinito, continuò a pregare e a cantare il versetto del salmo: « Ancorchè eserciti interi siano schierati contro di me, il mio cuore non temerà ». Al demonio poi ripeteva le parole di S. Paolo: « Nulla mai potrà separarmi dalla carità di Cristo ».

 

 

Tentazioni di Sant'Antonio abate

titolo Tentazioni di Sant’Antonio abate
autore Enea Salmeggia anno 1605

Volle poi egli segregarsi ancor più dagli uomini, e si inoltrò nel deserto giungendo ad una grande grotta; ma furono tante le istanze che alcuni gli fecero per essere suoi discepoli, che egli li accettò, ed essi incominciarono ad abitare vicino a lui.

Ai suoi discepoli il Santo raccomandava continuamente la perseveranza, la custodia del cuore, l’esortazione vicendevole, la pratica delle virtù, e il ricordo quotidiano dei Novissimi. Morì esortando i suoi monaci l’anno 356 al 17 gennaio, in età di 105 anni.

 

 

Santi Antonio Abate e Paolo Eremita

titolo I santi Antonio Abate e Paolo Eremita
autore Diego Velázquez anno 1634-1660

Un testo greco, probabilmente scritto a integrazione della Vita di Atanasio e tradotto in latino da S. Girolamo (30 set.), racconta di una visita di un S. Antonio novantenne a Paolo l’Eremita (15 gen.). Secondo il testo Antonio, che era tentato dalla vanità di credersi colui che aveva servito Dio nel deserto più a lungo e più duramente, aveva ricevuto in sogno la notizia che qualcuno lo aveva invece preceduto nel condurre questo tipo di vita. Guidato quindi da un centauro, da un satiro e da una luce celeste, dopo due giorni e mezzo di marcia giunse alla cella di Paolo. I due si abbracciarono e si salutarono per nome; poi un corvo portò loro del pane, un fatto che Paolo disse avvenire da sessant’anni. Infine disse ad Antonio che Dio lo aveva mandato per seppellirlo e che desiderava essere avvolto nel mantello che Antonio aveva ricevuto da Atanasio. Antonio fece ritorno al monastero per prenderlo, e quando ritornò alla cella di Paolo lo trovò morto in ginocchio; apparvero allora due leoni che scavarono una fossa. Questo incontro è stato raffigurato ancora prima delle tentazioni; appare infatti sulla croce di Ruthwell in Northumbria (VIII sec.) e sulle otto croci irlandesi che risalgono a prima dell’anno 1000.

La leggenda del furto del fuoco

Una diffusa leggenda narra che Sant’Antonio, mosso a compassione per l’umanità priva del fuoco, decise di recarsi negli inferi per sottrarlo al demonio e donarlo agli uomini. Accompagnato dal suo inseparabile maialino e dal bastone di ferula, riuscì nell’impresa: mentre il maialino distraeva i demoni, Sant’Antonio avvicinò il suo bastone alle braci infernali, che, grazie alle proprietà della ferula, si incendiò senza consumarsi. Tornato sulla terra, portò il fuoco all’umanità, simbolo di luce e calore

Tutti coloro che hanno a che fare con il fuoco, quindi, vengono posti sotto la protezione di sant’Antonio, in onore del racconto che vedeva il Santo recarsi all’inferno per contendere al demonio le anime dei peccatori. È invocato contro la peste, lo scorbuto, i morbi contagiosi e appunto l’herpes zoster è il “fuoco di Sant’Antonio”.

 

 

Sant'Antonio Abate

titolo Sant’Antonio Abate
autore Moretto anno 1530-1534

I colpiti da questa affezione si recavano in pellegrinaggio presso Arles, dove stavano le reliquie del santo. Fu necessario costruire per loro un ospedale, il quale fu retto da religiosi che avevano come insegna la tradizionale gruccia a forma di “T”, attributo del santo. Costoro, per mantenersi, allevavano maiali che vagavano per le strade nutriti dalla carità pubblica, il grasso di questi maialini, infatti, veniva usato per curare il “fuoco di Sant’Antonio” e il meno invasivo herpes zoster. Quando le ordinanze ecologiche vietarono la libera circolazione delle bestie, fu fatta un’eccezione per questi suini purché distinguibili da una campanella. Per questo il santo è raffigurato con un maialino; da qui la sua protezione su tutti gli animali domestici.

È invocato anche per le attività agricole (pare che negli ultimi anni tenesse un orticello; i diavoli, in forma di fiere, glielo devastavano, ma lui li cacciava in nome di Dio) e per quelle di allevamento. Guantai, tessitori, tosatori, macellai, salumieri, confettieri e archibugieri lo tengono come protettore. Anche i panierai, perché il santo, per combattere l’ozio, intrecciava canestri. E i becchini, per la parte da lui avuta nella pietosa sepoltura dell’eremita Paolo. Per certi detti popolari, chi è colpito da sciagura improvvisa “deve aver rubato il porco di sant’Antonio”; gli intriganti e gli scrocconi vanno “di porta in porta come il porco di sant’Antonio”.

 

 

PRATICA. Impariamo da S. Antonio a ricorrere prontamente a Dio nelle tentazioni e a mortificare il nostro corpo per poter vincere il demonio.

PREGHIERA. Deh! Signore, ci renda accetti l’intercessione del beato Antonio, affinché quel che non possiamo coi nostri meriti, lo conseguiamo per il suo patrocinio.

MARTIROLOGIO ROMANO. Niella Tebàide sant’Antonio Abate, il quale, padre di molti Monaci, visse celeberrimo per la vita e miracoli; le sue gesta furono descritte da sant’Atanasio in un celebre volume. Il suo sacro corpo però, sotto l’Imperatore Giustiniano, fu ritrovato per divina rivelazione, portato ad Alessandria e sepolto nella chiesa di san Giovanni Battista.

FRASI DI SANT’ANTONIO ABATE

« Non appesantirti del tuo peccato, neanche con il pretesto di fare penitenza. Perché se ti fissi sul peccato, non fai altro che mettere sempre al centro te stesso » 

« Vivete come se doveste morire ogni giorno » 

« È dal prossimo che ci vengono la vita e la morte. Perché se guadagniamo il fratello, è Dio che guadagniamo; e se scandalizziamo il fratello è contro Cristo che pecchiamo. » 

« Il pessimo male dell’anima sono i desideri insaziabili di ricchezze e piaceri, uniti all’ignoranza della verità. » 

« La Pace è a prezzo della moderazione dei desideri, il nostro desiderare continuo ci riempie di agitazione. » 

 

 

« Siamo grati al medico anche per il medicamento doloroso; di fronte al patire dobbiamo esser grati a Dio; qualunque cosa ci accada è per il nostro bene. » 

« Verrà un tempo in cui gli uomini impazziranno, ed al vedere uno che non sia pazzo, gli si avventeranno contro dicendo: – Tu sei pazzo! a motivo della sua dissomiglianza da loro. » 

« Vidi tutte le reti del Maligno distese sulla terra e dissi gemendo: – Chi mai potrà scamparne? E udii una voce che mi disse: – l’umiltà. » 

Un fratello disse al padre Antonio:  « prega per me! »
L’anziano gli disse: « Non posso io avere pietà di te, e neppure Dio, se non sei tu stesso ad impegnarti nel pregare Dio. » 

Iconografia di Sant’Antonio Abate

Sant’Antonio Abate (Antonio il Grande) è riconoscibile soprattutto come eremita anziano, legato al deserto e alla lotta contro le tentazioni. Nelle arti figurative ricorrono attributi molto stabili.

Attributi iconografici principali

  • Abito da eremita (spesso un mantello con cappuccio), aspetto severo e barba lunga bianca.
  • Bastone (talvolta a forma di T = Tau) e, non di rado, un campanello.
  • Libro (Scrittura/preghiera) o rosario.
  • Maiale accanto al santo: è uno dei segni più popolari della sua iconografia (specie in area europea).
  • Fuoco e allusione al “fuoco di Sant’Antonio” (in contesti devozionali e di confraternite/ospedali antoniani).
  • Demoni e mostri nelle scene delle Tentazioni (tema diffusissimo dal tardo Medioevo al Rinascimento e oltre).

Esempi di opere famose (con anno)

  • Hieronymus BoschTrittico delle Tentazioni di Sant’Antonio — ca. 1501
    Il grande “classico” delle Tentazioni: visioni demoniache, allegorie e caos fantastico come teatro della prova spirituale.

    Trittico delle Tentazioni di sant'Antonio

    titolo Trittico delle Tentazioni di sant’Antonio
    autore Hieronymus Bosch anno 1501 circa
  • TizianoVergine e Bambino con i santi Antonio Abate, Girolamo e Francesco — ca. 1519
    Antonio compare come santo “da devozione” accanto alla Madonna: figura autorevole, anziana, con attributi essenziali.

    Adorazione del Bambino tra santi

    titolo Adorazione del Bambino tra santi
    autore Tiziano anno 1519 circa
  • Maestro dell’OsservanzaSant’Antonio Abate tentato da un cumulo (o vaso) d’oro — ca. 1435
    Episodio narrativo centrato sulla tentazione della ricchezza: il santo resiste, mentre la scena si popola di presenze ambigue.

    Sant'Antonio tentato da un mucchio d'oro

    titolo Sant’Antonio tentato da un mucchio d’oro
    autore Maestro del Trittico di Osservanza anno 1435-1440 circa
  • Annibale CarracciCristo appare a Sant’Antonio Abate durante la tentazione — ca. 1598
    Visione salvifica: alla pressione demoniaca si contrappone l’intervento di Cristo, con un taglio drammatico e “moderno”.

    Tentazioni di sant'Antonio Abate

    titolo Tentazioni di sant’Antonio Abate
    autore Annibale Carracci anno 1598–1600
  • Moretto da BresciaSant’Antonio Abate — 1530–1534
    Immagine “tipica” del santo in posa solenne: anziano eremita, riconoscibile per l’assetto iconografico tradizionale.

    Sant'Antonio Abate

    titolo Sant’Antonio Abate
    autore Moretto anno 1530-1534
  • Matthias GrünewaldSant’Antonio Abate (dal Polittico di Isenheim) — 1512–1516
    Figura intensamente drammatica: Antonio è modello di resistenza nella sofferenza, in un contesto carico di tensione mistica.

    Sant’Antonio Abate

    titolo Sant’Antonio Abate
    autore Matthias Grünewald anno 1512–1516
  • Paul CézanneLa tentazione di Sant’Antonio — 1870
    Rilettura moderna del tema: la lotta spirituale diventa anche ricerca formale, tra colore e costruzione della scena.

    La tentazione di Sant’Antonio

    titolo La tentazione di Sant’Antonio
    autore Paul Cézanne anno 1870
  • Salvador DalíLa tentazione di Sant’Antonio — 1946
    Una delle versioni più celebri del Novecento: il santo, minuscolo ma saldo, fronteggia visioni surreali e simboli del desiderio.

    La tentazione di Sant’Antonio

    titolo La tentazione di Sant’Antonio
    autore Salvador Dalí anno 1946

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