Oggi tornava alla Casa del Padre:San Benedetto Giuseppe Labre
San Benedetto Giuseppe Labre
20 maggio 1860, Roma, papa Leone XIII
8 dicembre 1881, Roma, papa Leone XIII
Giuseppe Benedetto Labre nacque nel 1748 ad Amettes, vicino a Boulogne, in Francia, primogenito di una famiglia numerosa con quindici figli. Fin da giovane fu indirizzato alla vita religiosa: a dodici anni andò a vivere presso uno zio sacerdote per proseguire gli studi ed entrò poi in seminario.
La ricerca della vocazione
Appassionato delle Sacre Scritture e delle Vite dei santi, maturò il desiderio di entrare in un ordine di stretta osservanza. Tentò più volte: tra i trappisti, i certosini e i cistercensi, ma non fu mai accettato, ritenuto inadatto alla vita comunitaria, pur essendo profondamente devoto.
La scelta radicale del pellegrinaggio
Verso il 1770 comprese che la sua vocazione era diversa: decise di vivere come pellegrino permanente, senza possedere nulla, confidando interamente nella Provvidenza.
Partì a piedi verso Roma, nutrendosi solo di elemosine e vivendo secondo il Vangelo: senza beni, senza dimora stabile, cercando di essere «nel mondo ma non del mondo».
Nel corso degli anni visitò i principali santuari d’Europa:
- Loreto e Assisi in Italia
- Santiago di Compostela in Spagna
- Paray-le-Monial in Francia
- Einsiedeln in Svizzera
Non chiedeva mai nulla, ma accettava ciò che gli veniva donato spontaneamente, spesso condividendolo con chi era ancora più povero.
Povertà e vita a Roma
A causa del suo aspetto trascurato e della vita estremamente austera, veniva spesso respinto, insultato e perfino maltrattato. Tuttavia sopportò tutto con pazienza evangelica.
Dal 1774 visse prevalentemente a Roma, dormendo spesso nel Colosseo o in rifugi di fortuna. Trascorreva le giornate visitando le chiese e soprattutto in adorazione davanti al Santissimo Sacramento, tanto da essere chiamato «il santo delle Quarant’ore».
Morte e culto
Durante la Quaresima del 1783 si ammalò gravemente. Il 16 aprile 1783, dopo aver partecipato alla Messa nella chiesa di Santa Maria ai Monti, sua prediletta, ebbe un collasso e morì a soli 35 anni.
Il popolo riconobbe immediatamente la sua santità e il culto si diffuse rapidamente. Fu canonizzato nel 1883, dopo un rigoroso esame della sua vita.
Significato spirituale
San Benedetto Giuseppe Labre è considerato patrono dei senzatetto e dei vagabondi, e può essere visto anche come patrono dei pellegrini, avendo trasformato il pellegrinaggio in una vera vocazione di vita.
La sua esistenza rappresenta un esempio radicale di distacco dal mondo e totale affidamento a Dio, testimoniando che la santità può esprimersi anche nelle forme più povere e umili.
MARTIROLOGIO ROMANO. A Roma, san Benedetto Giuseppe Labre, che, preso fin dall’adolescenza dal desiderio di un’aspra vita di penitenza, intraprese faticosi pellegrinaggi a celebri santuari, coperto soltanto di una povera e lacera veste, nutrendosi del cibo ricevuto in elemosina e dando ovunque esempio di pietà e penitenza; fece di Roma la meta ultima dei suoi viaggi, vivendo qui in estrema povertà e in preghiera.

