Napoli, il bilancio sin qui è positivo. Ma guai a parlare di alibi

Alzi la mano chi ad inizio campionato non avrebbe sottoscritto per il Napoli alla fine del girone di andata 39 punti, terzo posto in classifica. Nessuno sano di mente avrebbe pensato di poter fare meglio. Anzi, la paura era di fare molto peggio. Il bilancio non può che considerarsi positivo. I bilanci sono semplici da fare. Si considera quelli che erano gli obiettivi iniziali, e si mettono a confronto col risultato ottenuto. Sono semplici da fare, ma quasi nessuno li fa in questo modo. In generale si tiene in grande considerazione solo l’ultimo periodo.

Se consideriamo le ultime 7 gare c’è da disperarsi. 4 sconfitte, di cui due interne contro squadre in lotta per la salvezza. Due vittorie ed un pareggio.

Due sono gli errori in questo momento da non fare. Il primo: pensare che sia tutto finito. Il sogno scudetto, ed anche la possibilità di arrivare in zona Champions. Il valore della squadra questo è, quello delle ultime partite. In tanti la pensano così, ed è sbagliato. La squadra c’è, non è da scudetto, ma certamente tra le prime 4 può arrivare.

Il secondo errore, forse addirittura più grave, è considerare che l’ultimo periodo è solo colpa della jella, degli infortuni. Per amor di Dio, sul Napoli si è abbattutto un vero ciclone. Ma gli alibi non reggono in certe occasioni. Gli azzurri ieri sono scesi in campo con questa formazione: Ospina; Di Lorenzo, Rramhani, Juan Jesus, Mario Rui; Lobotka, Anguissa; Politano, Zielinski, Lozano; Mertens. Il solo Juan Jesus non è nel giro della propria nazionale. Questa squadra non può perdere contro lo Spezia.

Non vale come alibi neanche la sfortuna sul campo. Lo Spezia ha vinto senza mai tirare nello specchio della porta. Il gol se lo è fatto il Napoli. Per contro una traversa nel finale, qualche occasione clamorosa fallita (quella di Lozano grida vendetta). Non parliamo dei due gol annullati, perché sono stati annullati giustamente. Il Napoli, la formazione mandata in campo da Spalletti, non può non vincere contro lo Spezia. Tanto più che dieci giorni prima aveva perso in casa con l’Empoli.

Il Napoli ha una buona squadra. Ma quando mancano Insigne e Fabian Ruiz (mettiamoci anche quando Zielinski come ieri è in cattiva serata) fa fatica. E quando manca Osimhen manca anche di forza fisica. L’attacco mandato in campo nel primo tempo se non ha la scintilla non va da nessuna parte. E Petagna è un buon giocatore, ma non un bomber.

La forza del Napoli è questa, dal secondo al sesto posto. L’Inter è fuori concorso. Poi può succedere di tutto. Fermo restando che i punti conquistati all’inizio mettono gli azzurri davanti agli altri. 5 punti sulla quinta sono un bel capitale.

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